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| Il nuovo Teatro Era di Pontedera |
| Di Ramona Lami |
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La cittadina di Pontedera, vanta una tradizione teatrale più che trentennale. La storica sede di via Manzoni, con la piccola sala dal pavimento in legno, ha ospitato spettacoli ritenuti epocali, che hanno visto la presenza, fra gli altri, del Living Theatre e del grande maestro Jerzy Grotowski; che a Pontedera aveva il suo centro di lavoro. |
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La cittadina di Pontedera, vanta una tradizione teatrale più che trentennale. La storica sede di via Manzoni, con la piccola sala dal pavimento in legno, ha ospitato spettacoli ritenuti epocali, che hanno visto la presenza, fra gli altri, del Living Theatre e del grande maestro Jerzy Grotowski; che a Pontedera aveva il suo centro di lavoro. Per sottolineare il contributo fornito a questa particolare forma d’arte, il cartellone della Fondazione Pontedera Teatro, della stagione passata, riportava il titolo: Pontedera Produce Teatro. Il 21 ottobre scorso, il nuovo Teatro Era ha cominciato la sua nuova avventura. Uno splendido edificio, che associa in un mosaico perfetto elementi moderni e tradizionali.
Poco dopo le 16.00, accompagnato dall’inno di Mameli, si è aperto il grande portone metallico per l’inaugurazione di rito, alla presenza del Sindaco Paolo Marconcini e dell’assessore regionale alla Sanità Enrico Rossi. La folla si è riversata all’interno del teatro invadendo le numerose sale che lo compongono, fino ad arrivare al cuore della struttura, la sala grande, tutta rivestita in legno composta da: pedana semovente, graticcio metallico, e pannelli fonoassorbenti ruotanti per rendere di volta in volta migliore la resa del suono. Il legno è l’elemento caratterizzante, che assicura di per sé l’acustica ideale, e rende la sala estremamente luminosa e accogliente. Centinaia i visitatori sparsi ovunque, dalle sale prova all’anfiteatro all’aperto, dagli uffici ai magazzini-laboratorio, dalla foresteria agli spogliatoi e camerini, dal foyer al bar-ristorante. Un teatro iper-tecnologico, che sfrutta le innovazioni dell’architettura contemporanea in ambito teatrale, creando uno spazio in continua trasformazione. Una struttura che non ha un solo punto di vista (come nel caso del Teatro all’Italiana), ma ha la possibilità di poter collocare, di volta in volta, il pubblico in diverse posizioni rispetto alla scena. Furono i registi, a capire che la classica “sala all’italiana”, non poteva funzionare in ogni occasione.
Sulla parete di fondo troviamo il portone che conduce all’anfiteatro (100 posti) per gli spettacoli all’aperto. Dalla parte opposta, invece, c’è un laghetto artificiale che ha un doppio scopo, coreografico di abbellimento da un lato, con fontane e acqua in movimento, e di tipo pratico dall’altro, fungendo da serbatoio antincendio. Una cancellata artistica di Nado Canuti (pittore, scultore, grafico ed orafo) abbraccia l’intera struttura.
Il progetto del nuovo teatro di Pontedera è stato realizzato dallo Studio Tamino-Gaudenzi Associati con la consulenza dei componenti del Pontedera-Teatro.
Riportiamo di seguito lo schema degli spazi che lo compongono:
- una sala principale (dimensioni 35x24 metri), con pavimentazione in legno e gradinata ribaltabile, grazie alla quale è possibile creare vari punti di vista per le rappresentazioni, dalla capienza massima di 800 visitatori;
- una sala più piccola, anch’essa munita di gradinata orientabile, con 120 posti a sedere;
- all’esterno troviamo il grande anfiteatro che è visibile dalla sala grande grazie ad un maestoso portone d’ingresso;
- spazi per le prove (due sale 10x10 metri), e un magazzino-laboratorio delle stesse dimensioni;
- uffici amministrativi;
- una foresteria per ospitare gli artisti residenti, con 20 posti letto e cucina;
- spogliatoi, camerini per gli attori;
- un foyer ed un ristorante con spazio all’aperto. |
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Una meravigliosa struttura a disposizione della città e di tutti coloro (visitatori e compagnie) che vi si recheranno: l’inizio delle attività del Teatro Era è da considerarsi un vero e proprio avvenimento nazionale ed una festa cittadina.
Nei quattordici anni che sono stati necessari per la sua costruzione, sono cresciute le domande intorno al ruolo ed alla funzione di questo spazio. La Fondazione Pontedera Teatro, è consapevole delle nuove responsabilità che si sta assumendo insieme alle istituzioni, in particolare all’Amministrazione Comunale che, per tutti questi anni, l’ha sostenuta. Il teatro di Pontedera conta ben trentacinque anni di vita, un tempo assai lungo, infatti, è raro trovare gruppi teatrali con un’esperienza così longeva e soprattutto di alta e costante qualità. Per questo motivo può giustamente essere chiamato dal suo direttore “un bene culturale”, anche se non ha ancora compiuto i canonici cinquanta anni!
Il Centro Sperimentale di Pontedera fin dalla sua nascita nel 1974, si è presentato come nuova realtà teatrale e artistica, mettendo tra i suoi obiettivi principali “l’innovazione”, sia nei contenuti degli spettacoli, sia nella rappresentazione scenica.
Il teatro, in tutti i suoi aspetti, è lo strumento con il quale l’attore analizza l’uomo, intervenendo anche su tematiche sociali, creando in tal modo contatti tra culture diverse.
Dal 1999 il Centro si è trasformato in Fondazione Pontedera Teatro insieme al Comune di Pontedera, alla Provincia di Pisa e, successivamente, al Comune di Peccioli.
La Fondazione, è stata riconosciuta come teatro stabile d'innovazione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ed è tra gli enti di rilevanza regionale e nazionale per la Regione Toscana.
Nell'arco di trenta anni di attività, Pontedera ha ospitato tantissimi artisti. Nel corso degli anni ottanta, qui sono stati realizzati vari progetti con “maestri” delle tradizioni orientali: del Teatro Nô, del Kathakhali indiano e del teatro balinese.
Ha prodotto inoltre, per la prima volta in Italia, gli spettacoli di Thierry Salmon, di Zingaro e di Raoul Ruiz, organizzando la tournèe italiana della trilogia Beckett directs Beckett e ospitando i lavori di maestri come Andrzej Wajda, Anatoli Vassiliev, Eugenio Barba e Jan Fabre. Dal 1986 è sede del Workcenter of Jerzy Grotowski, che dal 1996 ha assunto il nome di Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards.
Le produzioni del Pontedera Teatro, sono state ospitate all’interno di festival di rilevanza nazionale, quali il Santarcangelo di Romagna e il Volterrateatro, la celebre rassegna internazionale di teatro, danza e musica, che si tiene ogni anno a Volterra nel mese di luglio.
Dagli anni novanta, accoglie un festival internazionale in costante sviluppo, dal titolo Generazioni. La Fondazione inoltre progetta e produce la sezione teatrale del festival Fabbrica Europa a Firenze e, dal 2003, è socio fondatore della Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee. |
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Di seguito riportiamo l’intervista rilasciata dal direttore artistico Roberto Bacci e parte del programma proposto dal nuovo teatro:
“Dopo trentacinque anni di storia il teatro di Pontedera finalmente ha un edificio adeguato, a sua immagine e somiglianza. Che cosa vuol dire questo?In primo luogo, sarà un teatro che va verso il mondo, nel senso che si avrà una maggior apertura verso artisti, gruppi e processi culturali di vario genere e provenienza, ed attraverso di essi, verranno trattati temi collegati alla vita alla convivenza tra mondi e linguaggi diversi e talvolta opposti. A questo scopo corrisponderà una grande intimità di lavoro per garantire un’autonomia rispetto ai modelli che ci vengono proposti dalla cultura imperante. Un teatro costruito su gli attori, a misura degli attori, tutti gli spazi graviteranno intorno a loro e per loro, dal palco alle sale nelle quali si effettueranno le prove, alla foresteria che li ospiterà. Il centro sarà dunque l’attore come uomo in stato di rappresentazione.
Importante è poi il programma ed il tipo di attività che vi si svolgerà. Sarà un teatro di produzione ma anche luogo di incontro di compagnie provenienti da tutto il mondo. L’apertura del nuovo Teatro Era si articola in tre tempi:
Il primo, riguarda l’apertura verso le nuove generazioni, verso tutti gli studenti della scuola dell’obbligo di Pontedera; il secondo è rappresentato da Festival internazionali formati da spettacoli propri e di artisti stranieri ed italiani di altissimo livello come ad esempio Peter Brook ed Eugenio Barba. Infine, il terzo atto, riguarda l’apertura verso le culture e i vari gruppi ed associazioni presenti nel territorio pontederese. Solo al termine di questi atti potremo dire che il Teatro Era è stato finalmente inaugurato, conosciuto e riconosciuto dalla comunità teatrale e dalla città. La nave prenderà il largo!”.
Si sono già rappresentati con successo spettacoli con attori e registi di fama internazionale, primo tra tutti Peter Brook, con lo spettacolo del 24 e 25 ottobre, Warum Warum, con l'attrice Miriam Goldschmidt e musiche dal vivo di Francesco Agnello.
Moni Ovadia con “Kavanàh”, che significa “partecipazione”, uno spettacolo di canti e brani di tradizione ebraica e ancora l’Odin Teatret/Eugenio Barba con “Le grandi città sotto la luna”, spettacolo influenzato dallo spirito di Bertolt Brecht. La luna osserva e scavalca le grandi città che ardono sotto di lei. La sua voce è beffarda o attonita, indifferente o dolorosa, fredda o incandescente. Il sipario del nuovo Teatro Era, dunque, si è aperto sotto i migliori auspici!
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